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    Tempio della Minerva  

Orari Visita:
Feriali: 7.15 > 19.00
Festivi: 8.15 > 19.00

La tradizione vuole che il tempio fosse dedicato alla dea Minerva, tesi da taluni avversata a favore di una intitolazione a Castore e Polluce, per la supposta presenza di un originario culto legato alle acque salutari.

Il monumento risale ad un'epoca compresa tra l'inizio del I sec. a.C. e l'età Augustea. In età medievale, l'edificio divenne proprietà dei monaci di S. Benedetto al Subasio, che lo trasformarono in una chiesa intitolata a s. Donato. Nel 1212, l'abate Maccabeo ne concesse l'uso al Comune, che lo adibì a residenza per i magistrati e a carcere. Dal 1456 la cella del tempio riprese l'antica destinazione religiosa, e nel 1539 venne dedicata a S. Maria della Minerva per volontà di Paolo III Farnese. La chiesa è officiata dal Terz'Ordine Regolare di s. Francesco.

La fronte esastilata presenta colonne di stile corinzio su base attica e alti plinti; il frontone era ornato da una decorazione in bronzo, forse un clipeo o una corona. Il pronao, sul quale si prolungano le ante della cella, aveva in origine un soffitto a cassettoni.

L'interno della chiesa occupa la cella del tempio, allungata nel 1634 su disegno di Giacomo Giorgetti e coperta da una volta a botte. Dello stesso Giorgetti è la maestosa mostra d'altare barocca, con la figura dell'Eterno dipinta nel fastigio; ai lati vi sono le statue della Purezza e della Carità. Sopra l'altare è stata ricavata una nicchia per una statua della Madonna di Lourdes; in precedenza vi era una tela con l'Estasi di s. Filippo Neri di Baldassarre Orsini, ora conservata nella sacrestia della Cattedrale. Ai due lati sono le statue settecentesche di s. Pietro e s. Paolo. Gli altari laterali furono disegnati da Pietro Carattoli nel 1758. 

Nella controfacciata è una cantoria della metà del sec. XVIII, con un organo rimodernato nel 1956. nella sacrestia, disegnata da Pietro Carattoli, sono conservate alcune tele; tra le quali Annunciata e Angelo Annunciante, di Girolamo Marteli; Crocefissione di Francesco Appiani.

Testi Gentilmente offerti da: Editrice Minerva Assisi

 
     
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