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    San Damiano  

Orari Visita:
Ora Solare: 10.00>12.00 - 14.00>16.30 (vespri ore 17.00)
Ora Legale: 10.00>12.00 - 14.00>18.30 (vespri ore 19.00)

S. Damiano è un antico priorato benedettino, documentato dal 1030. Nei primi del sec. XII fu concesso alla mensa di S. Rufino. E’ in questa chiesa che avvenne nel 1205 la conversione di s. Francesco:
Mentre passava vicino alla chiesa di S. Damiano, fu ispirato ad entrarvi. Andatoci, prese a fare orazione fervidamente davanti all’immagine del Crocefisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Và dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto, il giovane rispose: “Lo farò volentieri, Signore”. Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell’anima ch’era stato veramente il Crocefisso a rivolgergli il messaggio………
Gioioso per la visione e le parole del Crocefisso, Francesco si alzò e si fece il segno della croce, poi, salito a cavallo, andò alla città di Foligno portando un pacco di stoffe di diversi colori. Qui vendette cavallo e merce e tornò subito a San Damiano.
Ritrovò qui il prete, che era molto povero, e dopo avergli baciato le mani con fede e devozione, gli consegnò il denaro. Cominciò poi a raccontargli per ordine la sua vita. Il prete, stupefatto, meravigliandosi per una conversione così improvvisa, ricusava di credervi. E, temendo di essere preso in giro, non volle ricevere quei soldi. Francesco insisteva, sforzandosi di dare credibilità al proprio racconto e supplicando il sacerdote di lasciarlo abitare insieme con lui.
Finalmente quello si arrese alla seconda richiesta, ma, per timore dei parenti del giovane, non accettò il denaro. Allora Francesco, da sincero disprezzatore della ricchezza, buttò sul davanzale d’una finestra quelle monete, come non fossero che una manciata di polvere.
                                                                            (Leggenda dei Tre Compagni, V 13; VI 16)


Il gesto non piacque a Pietro di Bernardone che, dopo aver tentato inutilmente di ricondurre alla ragione il figlio, lo costrinse a restituire il denaro. La vicenda si risolse davanti al vescovo della città, quando Francesco decise di rinunciare ai beni paterni.
Di ritorno alla chiesa di San Damiano, tutto felice e fervente, si confezionò un abito da eremita e confortò il prete di quella chiesa con le stesse parole d’incoraggiamento rivolte a lui dal vescovo. Indi, rientrando in città, incominciò ad attraversare piazze e strade, elevando lodi al Signore con l’anima inebriata. Come finiva le lodi, si dava da fare per ottenere le pietre necessarie al restauro della chiesa. Diceva: “Chi mi dà una pietra, avrà una ricompensa; chi due, due ricompense; chi tre altrettante ricompense!”.                                                   
                                                                             (Leggenda dei Tre Compagni, VII 21)

         
Non è possibile stabilire l’entità del restauro condotto dal santo. La chiesa primitiva era ad una sola navata, con cripta ad oratorio e presbiterio rialzato. Forse soltanto dopo l’arrivo di s. chiara e di una comunità di Damianite, nel 1212, l’edificio subì una radicale trasformazione, con la chiusura della cripta e la costruzione di un dormitorio sopra la navata. S. Francesco vi soggiornò più volte, afflitto da una lunga malattia, e nell’inverno tra il 1225 e il 1225 vi compose il Cantico delle Creature.

In seguito alla morte di s. Chiara, e alla sua sepoltura nella chiesa di S. Giorgio , le clarisse cedettero S. Damiano al capitolo della Cattedrale, ottenendo in cambio S. Giorgio. Il convento continuò ad ospitare una comunità di frati. Nel 1373 il convento fu concesso agli Osservanti di Paoluccio Trinci, che lo tennero fino alla soppressione post-unitaria del 1860. nel 1879 fu acquistato da lord G.F.S. Robinson, marchese di Ripon e viceré delle Indie, che permise il ritorno dei minori Osservanti. L’ultimo proprietario, lord Peter Kerr marchese di Lothian, lo ha donato definitivamente alla comunità religiosa nel 1983.

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