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    Cascia  

Struttura consigliata da Hotel Assisi
Hotel Cursula
L'Hotel Ristorante Cursula è della stessa famiglia da più di tre generazioni. Il ristorante dell'hotel serve deliziosi piatti tradizionali.
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Nel territorio comunale di Cascia sorgeva Cursula, centro abitato romano distrutto nel I secolo a.C. da un terremoto. In età medievale fu saccheggiata dai Bizantini e dai Longobardi. Costituitasi in comune nel XII secolo, fu sottomessa dalla famiglia Trinci e successivamente da Federico II. Alla fine del XV secolo Cascia fu occupata dalle truppe pontificie. Restò legata allo Stato della Chiesa (tranne durante il breve periodo napoleonico) fino al 1860, anno in cui tornò, con tutta l'Umbria, all'Italia.
Santa Rita da Cascia, al secolo Rita Lotti (1381 a Roccaporena - 22 maggio 1457), che la Chiesa cattolica venera come santa, fu una monaca agostiniana nella regione di Cascia, nella diocesi di Spoleto.
La prima parte della vita di santa Rita è piuttosto oscura, esistono fonti scritte piuttosto tarde, come la ricostruzione agiografica fatta da Agostino Cavallucci nel 1610. Comunque la maggior parte delle biografie composte sui pochi dati certi concordano nel fatto che sia nata a Roccaporena, presso Cascia, e che il suo nome sia diminutivo di Margherita. Non vi è certezza sull'anno della sua nascita, anche se molti autori la fanno coincidere con il 1381. Figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri. Entrambi i genitori sono descritti come persone molto religiose e "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. Essi le insegnarono a leggere e a scrivere.
Le agiografie la descrivono come una ragazza mite che assecondava i desideri dei genitori. Come era usanza del tempo, i matrimoni spesso venivano programmati già in giovanissima età, soprattutto quando l'età dei genitori cominciava ad essere elevata. Così anche Rita, all'età di sedici anni, andò sposa a Paolo Mancini (detto anche Paolo di Ferdinando), descritto come uomo dal carattere molto orgoglioso, autoritario e di origini nobili. Ebbero due gemelli: Giangiacomo e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la conversione di suo marito. Proprio quando l'unione matrimoniale sembrava andare bene, Paolo Mancini fu ucciso, probabilmente per rancori passati, in piena notte mentre rincasava.
Credente fino in fondo, perdona gli assassini di suo marito ma si angoscia quando capisce che i suoi figli prendono la strada della vendetta. Si affida allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza e quindi alla morte dell'anima. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalano contemporaneamente e muoiono.
Il santuario di Santa Rita a Cascia, posto accanto al monastero agostiniano.Per tre volte chiede inutilmente di entrare presso il monastero agostiniano di Cascia di Santa Maria Maddalena. Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell'omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l'ingresso in monastero. Qui però si inserisce la leggenda devozionale che narra come in piena notte Rita sia stata portata in volo entro le mura del monastero da san Nicola di Tolentino e sant'Agostino. Fatto è che dal 1417, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell'assassino, per quaranta anni Rita visse in monastero, dedicandosi alla preghiera.
Molti sono i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia: la sera del venerdì santo avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che le stigmate sparirono e cosi Rita poté partire. La spina fu portata da santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno vicino a casa sua e due fichi sull'albero del suo giardino. Prima di morire mandò sua cugina a prenderli.
Alla sua morte, avvenuta il 22 maggio 1457, il suo corpo venne collocato in una cassa di pioppo chiamata codex miraculorum, eseguita da Cecco Barbari; soltanto nel 1462 viene realizzata la cassa solenne.
La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dal numero e dalla qualità di eventi prodigiosi riferiti alla sua intercessione, tanto che divenne "la santa degli impossibili". La sua beatificazione è del 1627, 170 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto. Leone XIII, nel 1900, la canonizza come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli molto prodigiosi, detti "impossibili". Per questa singolare caratteristica ha ispirato lo scrittore Dino Buzzati ne "I Miracoli di Valmorel", anche se forse in modo irriguardoso nei confronti della santa. Il culto per santa Rita è senza dubbio uno dei più diffusi al mondo, raccogliendo fedeli in ogni angolo della terra.

 
     
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