Venite a gustare i sapori dell'Umbria, ne rimarrete affascinati e stupefatti dalla semplicità e dalla gustosità. Richiedeteli nei ristoranti umbri, non rimarrete delusi!!
Arrosto misto di maiale: salsicce, "puntarelle", bistecche. In Umbria la carne non manca, cotta alla brace come una volta. Non avendo il mare si è fatta necessità virtù. Anche altre carni, naturalmente, vengono arrostite. Per il maiale assicuratevi sempre che la cottura sia stata ultimata a dovere.
Ciaramicola: è uno simboli di Perugia: il colore rosso dell'impasto e il bianco della meringa che lo ricopre rappresentano la bandiera della città, i confettini bianchi, verdi e azzurri evocano il frumento, i pascoli e l'acqua del Trasimeno, mentre il rigonfiamento centrale ricorda la Fontana Maggiore e i cinque angoli indicano i rioni della Città Vecchia. Si prepara a Pasqua e viene scambiato in segno di augurio.
Coniglio alla cacciatora: cucinato in tutta l'Umbria è una vera e propria prelibatezza. La carne viene tagliata a pezzi e fatta rosolare con vari sapori, dopodichè si aggiunge salsa al pomodoro. Nella zona di Perugia è accompagnato con torta al testo. Da provare.
Fave dei morti: dolcetti a base di pasta di mandorla, prendono il nome da un'antica credenza romana secondo cui le fave sono il cibo sacrale dei morti, infatti vengono preparati il 2 novembre in occasione della festa relativa.
Fettuccine al sugo d'oca: altro piatto molto "leggero" e "consigliato" ai vegetariani. Mi dispiace dirvelo ma non sapete cosa vi perdete. Se ci ripensate poi.........
Frittelle di S. Giuseppe: pastelle a base di riso cotto nel latte, aromatizzate alla cannella e infine fritte. E' il dolce con cui vengono festeggiati tutti i papà.
Gnocchi al sugo d'oca: tipico condimento umbro, il sugo d'oca si sposa con differenti primi, ma quello con cui si accosta meglio sono gli gnocchi. Potreste provare anche tagliatelle e pappardelle alla sagra dell'oca di Bettona (nei pressi di Assisi) in agosto.
Maccheroni con le "rigaje" di pollo: piatto storicamente contadino viene preparato utilizzando le frattaglie (rigaje appunto) per un sugo più ricco e saporito. E' possibile trovarlo solo in qualche sagra paesana.
Penne alla norcina: piatto tipica della Valnerina. Ci sono delle varianti e differenti scuole di pensiero. La più classica prevede soffritto di cipolla, salsiccia nostrana, pepe e panna.
Pinoccate: dolci di antichissima tradizione consumati dai monaci benedettini nei lauti pasti natalizi del Settecento. Si ottengono unendo i pinoli ad uno sciroppo di zucchero, poi si modella l'impasto a rorma di rombo. Vengono confezionati con carte colorate e vivaci che caratterizzano le vetrine dei panifici umbri nel periodo di Natale.
Porchetta: scommetto che tutti avranno mangiato almeno una volta una "pagnottina con la porchetta". Piatto tipico dell'Italia centrale, di origine antichissime, aveva in Nerone uno dei principali estimatori. Suino disossato e saporito con diversi aromi, Costano (Bastia Umbra) a metà agosto gli dedica una sagra.
Regina in porchetta: specialità esclusiva del Lago Trasimeno. Il nome deriva dal fatto che la carpa regina (pesce di lago o di fiume) viene cucinata seguendo lo stessoprocedimento della porchetta.
Rocciata: dolce di antica tradizione diffuso ad Assisi e Foligno risalnete alla discesa delle popolazioni nordiche dopo la caduta dell'Impero Romano. Simile allo strudel tradizionale si prepara a forma di ferro di cavallo e ripieno di mele, cannella, uvetta e pinoli.
Strangozzi: è un tipo di pasta, simile agli spaghetti, ma di maggior spessore. L'impasto si lavora a mano intorno ad un ferro e si presenta con superficie più ruvida per trattenere meglio i condimenti. Sono chiamati anche umbricelli o strozzapreti per via della forma allungata che evoca l'immagine dei lacci per le scarpe, utili per strangolare i preti: non dimenticate che, pur essendo una terra di Santi, l'Umbria ha sviluppato un forte sentimento anticlericale a causa della lunga dominazione pontificia. Tradizionalmente con pomodoro, "ajo" e "ojo" da provare al tartufo.
Strufoli: si preparano nel periodo di Carnevale. Sono dei dolci a forma sferica del diametro di 5 cm circa, preparati friggendo una pastella a base di farina, uova, zucchero, olio e rum, poiricoperti di miele.
Tegamaccio: altro piatto tipico delle zone limitrofe al Trasimeno. Si tratta di un piatto "povero" che richiama vagamente il più conosciuto "caciucco" livornese, ma il pesce utilizzato è, ovviamente, di lago e viene fatto stufare in salsa di pomodoro profumata al prezzemolo e peperoncino.
Torta al testo: è lo snack perugino per eccellenza. Il simbolo culinario della città, coma la pizza a Napoli o la cotoletta a Milano. Impasto a base di farina di grano tenero e acqua. La tipicità della ricetta sta nella procedura di cottura sul "testo", una lastra di pietra riscaldata sui carboni ardenti. Ottima con erba e salsiccia. In estate è possibile gustarla presso quasi tutti gli stand delle sagre paesane.
Torta di Pasqua: o torta al formaggio. Diffusa un pò in tutta l'Umbria, può cambiare nome (pizza) e qualche caratteristica. Ha la forma di un panettone natalizio e l'impasto si ottiene attraverso un mix di formaggi. Non fatevi ingannare dal nome: anche se si chiama torta di Pasqua si trova in qualsiasi panetteria e in qualsiasiperiodo dell'anno. Si serve con capocollo (o salame umbro) e uova sode coma la tradizione vuole che avvenga la mattina del giorno di Pasqua.
Torcolo di S. Costanzo: si prepara in occasione della festa di S. Costanzo, vescovo cristiano decapitato ai tempi di Marco Aurelio. La tradizione narra che in occasione della sua sepoltura il collo fu cinto di fiori per nascondere i segni del martirio. Dall'imitazione di quell'antica ghirlanda deriva la forma circolare e il nome "torcolo", dolce a base di pasta di pane, anice, olio, burro, canditi e uvetta.
Tozzetti: a dir poco "croccanti" farciti con mandorle intere. Si gustano sorseggiando un buon vin santo o vernaccia di Cannara. Ottimi anche per il thè nel pomeriggio.